La desinenza

BREVI CRONACHE DAI TRIBUNALI

1/13/20261 min read

La desinenza.

Un'ora di camera di consiglio, un'attesa snervante, poi il giudice finalmente rientra e prima di tutto si scusa con me (che oggi sono fuori Foro) per avermi fatto attendere perché mi dice "Sa Avvocato, io di solito cerco di farle contestuali le motivazioni".

Poi inizia a leggere : In nome del Popolo Italiano, visti gli articoli...".

Quando assolvono l'articolo citato in dispositivo è uno soltanto ovvero il 530 c.p.p., ne deduco che sia andata male, così penna alla mano mi chino mestamente sul fascicolo in attesa di annotare entità della pena, giorni per la motivazione, giorni per l'impugnazione.

Ma poi lei, il giudice, continua "...visti gli art.530 c.p.p. 217 e 224 L.F......"

530 !!! E' assoluzione piena.

Avevo preso a cuore il caso di questo ragazzo, incolpevole per il fallimento della sua azienda, sono riuscito a convincere il giudice dell'insussistenza dell'elemento soggettivo del reato e cioè la colpa grave, non c'è bancarotta, è questo il verdetto, lui era in buona fede.

A quasi 60 anni e dopo quasi 33 di Toga, in certi rarissimi casi ancora mi corre quello stesso brivido lungo la schiena che iniziai a conoscere fin da ragazzo, quando a 26 anni iniziavo questo folle mestiere.

Lo chiamo subito dopo, lui piange e intanto mi ringrazia, mi ringrazia e intanto piange.

E quasi quasi viene da piangere anche a me, a quasi 60 anni e dopo quasi 33 di Toga