Un Presidente vero

BREVI CRONACHE DAI TRIBUNALI

1/13/20263 min read

VISTO SI AUTORIZZA IL DEPOSITO TARDIVO

Prima dell'avvento del processo telematico e dell'indiscriminato accesso alla categoria di persone che nulla sanno del giuramento e della deontologia :

-succedeva di farsi scadere un termine, il processo civile è tutto un percorso ad ostacoli di termini e decadenze non sempre finalizzati al rispetto del contraddittorio anzi, il più delle volte direi per consentire all'Ufficio di liberarsi più facilmente di un po' di fascicoli con telegrafiche dichiarazioni di improcedibilità.

-succedeva però, ed io ero ancora ragazzo : più volte mi sono trovato ad incontrare in Sala Avvocati il Collega avversario che aveva sforato il deposito della conclusionale ed allora (come i più anziani mi avevano insegnato) te ne portava una copia e tu vergavi di tuo pugno sul margine "visto si autorizza il deposito tardivo",

-lo facevi in primo luogo per non umiliare il Collega e poi anche perché ben consapevole che un domani sarebbe potuto capitare a te,

-coloro che rifiutavano questa "cortesia di colleganza" avevano un nome e cognome e quel nome e cognome finiva su una lista non scritta, ma ben chiara nella memoria di ciascuno di noi, e chiunque, non soltanto il destinatario dello sgarbo, da quel giorno sapeva che di quei coiscritti non si poteva avere stima e fiducia,

-se poi vincevi la causa era doveroso fare prima di tutto un colpo di telefono al Collega "sconfitto" per chiedergli se intendesse indurre il proprio assistito ad un adempimento spontaneo : oggi invece si fa la corsa a notificare l'atto di precetto per lucrarci un paio di cento euro in più di onorari,

-si faceva un colpo di telefono anche quando subentravi al precedente Collega in una difesa, per sapere se era stato pagato, e al cliente si chiariva che gli avvocati si pagano perché il lavoro di un avvocato prescinde dal risultato, alla sola condizione che sia stato fatto con coscienza e fedeltà al mandato ricevuto, perché quel lavoro è fatto di notti insonni, di fine settimana rubati al tempo in famiglia, di continuo faticoso aggiornamento,

-erano i bei tempi in cui il Consiglio dell'Ordine assolveva il Collega cui un magistrato aveva fatto un esposto disciplinare e lo assolveva motivando che di fronte all'insulto di un singolo giudice l'avvocato ha il dovere, e non soltanto il diritto, sia pure senza trascendere, di indignarsi ed esprimere finanche in Aula ad alta voce tale indignazione nell'interesse superiore dell'intera Classe Forense e dei valori che essa rappresenta (e se ricordo bene la sentenza fu scritta dal nostre decano Sandrino Cassiani).

Erano tempi che probabilmente non torneranno più.

Oggi il sistema del processo telematico non permette depositi tardivi nemmeno con il consenso della controparte, molti coiscritti appena hanno in mano copia della sentenza partono subito nell'esecuzione per aumentare gli onorari, e chi è scorretto nei rapporti non viene mai processato perchè ciascuno ha almeno un santo in paradiso.

Non torneranno più forse, però la Presidenza di Antonino Galletti viaggia decisamente verso un forte recupero di quei valori.

Non ho parcelle da vistare nè procedure disciplinari per le quali dovermi raccomandare, non ho ambizioni elettorali ed inoltre sono anche verso fine carriera, dunque non c'è alcunché di piaggeria : la mia storia professionale lo dice chiaramente che non ho mai abbassato la testa nemmeno davanti a certo tipo di PM.

E' solo che glie lo volevo dire.

E dirglielo pubblicamente affinché i giovani sappiano di cosa devono essere capaci se vogliono ricostruire un'Avvocatura che sappia meritare, ma che sia anche in grado di esigere, il rispetto assoluto della propria altissima Funzione costituzionale : prima i doveri e poi, per conseguenza inevitabile, diritti e prerogative.

E' così che funziona, in ogni qualsiasi lavoro.

Ed il nostro non è un lavoro qualsiasi, dunque come dice il proverbio "Chi ha paura non vada alla guerra".

Per cui chi non ha spalle abbastanza larghe per sopportare il peso della Toga provi a pensare che forse dovrebbe dedicarsi ad altro.

Tempo sospeso, in piena pandemia:  pochi TG hanno dato conto della manifestazione di noi Avvocati dinanzi a tutti i tribunali d'Italia..che tutto riapre tutto fuorché i Palazzi di Giustizia che noi Avvocati possiamo entrare solo previa autorizzazione...che le persone ci chiamano ogni giorno per le loro spesso disperate urgenze ma noi siamo di fatto esclusi dalla Giurisdizione (che non significa solo fare processi ma anche esaminare un fascicolo, conferire con un magistrato eccetera), ma il Presidente Antonino Galletti ha saputo denunciare tutto questo alla pubblica opinione mostrando alla cronista del TG3 le centinaia di pagine di circolari che, in tempo di pandemia, nella falsa intenzione di consentire in realtà vietano. Perchè come diceva anche Marco Pannella in un sistema liberale non è vietato tutto ciò che non è espressamente consentito bensì è consentito tutto ciò che non è espressamente vietato.

Ma gli Stadi riaprono mentre i tribunali no.

Se volete Giustizia se vuoi Giustizia "telefonami tra 20 anni...che io adesso non saprei cosa dirti"

Per tutto il resto ci sarebbero le rivolte di piazza ma tanto in settimana riparte il campionato e riaprono gli Stadi, per cui avrete di certo cose più importanti di cui occuparvi.

Che se si fosse saputo chi le aveva firmate quelle circolari, almeno si saprebbe a chi indirizzare la denunzia per interruzione di pubblico servizio.

Comunque il nostro Presidente dell'epoca Antonino Galletti ha fatto il Presidente vero.

Non saprei dire quanti altri sia prima che dopo.